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Il  paese di San Ponso, piccolo centro dell’Alto Canavese, sorge a quota 374 slm e dista circa 40 km da Torino e 36 da Ivrea.

In epoca pre-romana parte del territorio canavesano, San Ponso incluso, era attraversato da fiumi e torrenti dal corso incerto e punteggiato da una miriade di specchi d'acqua che lo rendevano un ambiente paludoso e umido, popolato da una notevole quantità di anfibi che lì trovavano un habitat perfetto. Grazie all’opera di bonifica degli antichi romani il territorio venne risanato, ma, nelle zone rimaste acquitrinose, rane e rospi continuarono a proliferare divenendo fonte di sostentamento per le popolazioni locali. Ancora oggi, sebbene siano passati secoli, gli abitanti di San Ponso vengono soprannominati “i Ranër” (in piemontese, “quelli delle rane”), ed è per questo motivo che, da una brillante idea della Pro Loco locale, è nata la Sagra delle Rane!

Ma San Ponso non è solo Sagra… Questo piccolo paese vanta un passato di tutto rispetto e monumenti storici di grande rilevanza.
Il ritrovamento di numerose lapidi di notevole eleganza, risalenti al I secolo dopo Cristo, fa supporre che in epoca romana nel luogo sorgesse un insediamento importante, forse sede di uffici amministrativi dipendenti da Augusta Taurinorum (Torino).
Accanto alla celebre pieve e l’annesso complesso plebano, edifici religiosi tra i più antichi e significativi di tutto il territorio canavesano, sorge il battistero a forma ottogonale di epoca romanica, meta di numerosi visitatori.

Da non dimenticare: la bellissima meridiana (nel complesso plebano) datata 1767 sovrastata da un inusuale orologio mosso da meccanismo settecentesco, la Cappella di Sant’Ilario, la Chiesetta dell’Annunziata (XVIII secolo), villa Genisio (oggi di proprietà della famiglia Vallero), la settecentesca villa Giacoma e la casa della famiglia Trione - Bertotto risalente alla seconda metà del 1600.

 

 
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